PUBBLICAZIONI DI PADUSIA

Tutte le pubblicazioni di Padusia sono corredate di fotografie inedite che arricchiscono le opere, soddisfano la curiosità del lettore rendendone piacevole e fruttuosa la lettura.

Chiunque fosse interessato a ricevere le nostre pubblicazioni è pregato di compilare la richiesta info 

 

Anno 2018

  • Bergantino, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli, tra le due guerre. Personaggi Arte e Costume

Quaderni padusiani n. 1, marzo 2018

  • La Grande Guerra – Testimonianze dal fronte e dai nostri paesi

Quaderni padusiani n. 2, novembre 2018

Anno 2016

  • 1945 – 1950 Voglia di libertà rinascita e divertimento a Castelmassa, Castelnovo e Ceneselli 1^ ed.
  • 1945 – 1950 Voglia di libertà rinascita e divertimento a Castelmassa, Castelnovo e Ceneselli 2^ ed. dicembre 2016

Anno 2015

  • I monumenti ai caduti della Grande Guerra (1915 – 1918), Testimonianze inedite dai Comuni di Castelmassa, Castelnovo B., Ceneselli – 1^ ed. ottobre 2015
  • I monumenti ai caduti della Grande Guerra (1915 – 1918) Testimonianze inedite dai Comuni di Castelmassa, Castelnovo B., Ceneselli – 2^ ed. aprile 2016
per saperne di più...

I MONUMENTI AI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA (1915 – 1918)

I MONUMENTI AI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA (1915 – 1918) 2^ ed. aprile 2016

Di cosa tratta il volume (a cura di G. Antonioli)

L’Associazione Padusia, costituita da pochi mesi, ha ritenuto doveroso iniziare la propria attività ricordando il Primo Conflitto Mondiale. Lo fa con questa pubblicazione che non propone ricostruzioni storiche, date, fatti, eventi, battaglie, analisi di tipo militare: esistono moltissimi testi che ben descrivono il doloroso evento in tutto il suo evolversi e ad essi rimandiamo. Mediante questo lavoro Padusia desidera invece ricordare quanti, nella parte più occidentale della provincia di Rovigo e più in dettaglio nei Comuni di Castelmassa, Castelnovo Bariano e Ceneselli, persero la vita a causa della Grande Guerra. Uomini figli della nostra terra polesana, oggi sconosciuti ai più che non vanno però dimenticati: sono morti per l’Italia. Il lettore potrà trovare nella seconda parte di questa pubblicazione l’elenco dei Caduti suddiviso per i tre  Comuni menzionati in precedenza.

Nella prima parte, invece, i ricercatori di Padusia hanno focalizzato l’attenzione sui luoghi e sulle strutture create una volta terminato il Conflitto,  per ricordare il sacrificio di tante vite. 

A Guerra conclusa l’Italia è in lutto. Lo stato liberale avvia una serie di iniziative finalizzate alla celebrazione dei Caduti del Primo Conflitto Mondiale; manifestazioni poi riprese e ampliate dal fascismo. Ben presto in tutto il territorio italiano fioccano progetti per la realizzazione di luoghi del ricordo con l’obiettivo di  creare una condivisa memoria collettiva. Come annota Mario Isnenghi, sono tre le “operazioni di messa in forma e divulgazione della memoria pubblica”: il Milite ignoto, i monumenti ai Caduti, i parchi e i viali della Rimembranza.

Indice dei contributi

  • Saluto del Presidente della Provincia di Rovigo
  • Presentazione dell’opera
  • Castelmassa – Il monumento ai Caduti di Castelmassa
  • Castelnovo Bariano – I Monumenti a Caduti della Prima Guerra Mondiale
  • Ceneselli – Il Monumento ai Caduti e il Viale della Rimembranza
  • Comune di Castelmassa – Elenco dei Caduti
  • Comune di Castelnovo Bariano – Elenco dei Caduti
  • Comune di Ceneselli – Elenco dei Caduti

1945 – 1950 VOGLIA DI LIBERTÀ RINASCITA E DIVERTIMENTO A CASTELMASSA, CASTELNOVO E CENESELLI

Di cosa tratta il volume (a cura di G. Antonioli)

Nel 2016 ricorre il 70° anniversario della Repubblica Italiana e l’attenzione dei ricercatori dell’Associazione si è concentrata sull’immediato secondo dopoguerra. 

Sono stati anni di grande frenesia, pensiamo in particolare a quella politica. Anni in cui in Italia prende il via un processo di profonda trasformazione politica, economica, culturale, antropologica. Un tempo di scelte, come lo ha definito Indro Montanelli: «il nostro Paese fece quelle fondamentali: instaurò la Repubblica al posto della Monarchia, e si schierò nel campo delle Democrazie occidentali1».  Non possiamo, a livello politico e istituzionale dimenticare alcune date che hanno segnato l’immediato secondo dopoguerra:

25 aprile 1945: giorno della liberazione dal nazifascismo

10 dicembre 1945: nascita del primo governo di Alcide De Gasperi

2 giugno 1946: venticinque milioni di italiani, per la prima volta anche le donne, si recano al voto per eleggere i deputati dell’Assemblea Costituente e per il referendum sulla forma costituzionale, decidendo tra Monarchia e Repubblica

18 giugno 1946: la Corte di Cassazione rende noti i risultati definitivi del referendum istituzionale e viene proclamata la Repubblica

25 giugno 1946: iniziano i lavori dell’Assemblea Costituente cui spetta il compito di redigere la nuova Costituzione

12 ottobre 1946 viene scelto come inno nazionale Fratelli d’Italia di Goffredo Mameli

22 dicembre 1947: l’Assemblea Costituente approva la Costituzione repubblicana che entrerà in vigore il 1° gennaio 1948.

18 aprile 1948: il 92,3 degli italiani partecipa alle prime elezioni politiche dell’Italia repubblicana. 

8 maggio 1948: viene inaugurato il primo Parlamento repubblicano. 

11 maggio 1948: Luigi Einaudi è eletto presidente della Repubblica

14 luglio 1948: Palmiro Togliatti viene gravemente ferito in un attentato mentre esce dal Parlamento

7 aprile 1949: quando la Camera approva l’adesione al Patto Atlantico. Giova ricordarne altre, tra le tante, per l’influenza che gli eventi accaduti hanno avuto sui costumi degli italiani

23 aprile 1946: prende il via la produzione della Vespa

5 maggio 1946: inizia a giocare alla Sisal (poi Totocalcio)

15 giugno 1947: Fausto Coppi vince il Giro d’Italia precedendo Gino Bartali. 

Il volume presenta la biografia di un padre costituente, Arnaldo Azzi, nativo di Ceneselli che, dopo un’intensa carriera militare, è stato eletto tra i 556 deputati all’Assemblea Costituente.  

L’attenzione si sposta poi a un altro evento che ha contrassegnato quegli anni: la ricostruzione del Ponte in chiatte tra Castelnovo Bariano-Castelmassa e Sermide distrutto tra il 13 e il 15 luglio 1944, strategica infrastruttura per rilanciare l’economia della zona rapidamente ricostruita e inaugurata nel 1947. Il contributo «Massa, Castelnovo e San Pietro, anime altre» descrive un fatto importante dell’epoca: la divisione dei comuni di Massa Superiore e Castelnovo Bariano, avvenuta nel 1946. 

Offre poi alcuni «racconti di vita», testimonianze di uomini e donne che hanno vissuto la guerra e gli anni della rinascita. Proseguendo il lettore potrà far memoria dell’esperienza di Nemo Cuoghi dei suoi amici che, espressione di una volontà di rinascita collettiva, fanno nascere e sviluppano a Castelmassa una rivista avanspettacolo rallegrando, e ce n’era grande bisogno, piccoli e adulti. Un grande successo. 

Il penultimo contributo dà spazio all’incredibile esperienza vissuta a Castelmassa, quando, era domenica 9 novembre 1947, 128^ edizione della Fiera di San Martino, un gruppo di giovani fa nascere una stazione radio. 

Infine un reportage dal mondo rurale, una carrellata della sua situazione in quel tempo di miseria e di distruzione. 

Indice dei contributi

  • Saluto del Presidente della Provincia di Rovigo
  • Presentazione dell’opera
  • Ceneselli – Arnaldo Azzi. Militare, politico e padre costituente
  • Castelnovo Bariano – La ricostruzione del Ponte in Chiatte
  • Castelnovo Bariano – Massa, Castelnovo e San Pietro, anime altre
  • Castelmassa – I giovani si riprendono la vita
  • Castelmassa – Radio San Martino
  • Vita in campagna

BERGANTINO, CASTELMASSA, CASTELNOVO BARIANO, CENESELLI, TRA LE DUE GUERRE. PERSONAGGI ARTE E COSTUME

Di cosa tratta il volume (a cura di G. Antonioli)

I primi mesi del 2018 sono accompagnati dall’uscita del nuovo Quaderno padusiano. I ricercatori dell’Associazione storico-culturale Padusia hanno preso in considerazione una precisa epoca della storia italiana (e mondiale) del secolo scorso. Quella compresa tra due date: il 3 novembre 1918 e il 1° settembre 1939. Perché questi due giorni? 

Perché segnano due momenti importanti della nostra storia. Il 3 novembre 1918, a villa Giusti presso Padova, viene firmato l’armistizio; le ostilità della Prima Guerra Mondiale cessano alle ore 15.00 del 4 novembre, dopo anni di conflitto costati la vita di circa 10 milioni di uomini. 1° settembre 1939: la Germania, senza una esplicita dichiarazione di guerra, comincia a invadere la  Polonia. 

È l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Qualche mese dopo, il 10 giugno 1940, anche l’Italia entra in guerra. Tra le due date in questione trascorrono circa 20 anni e 10 mesi. È il cosiddetto periodo interbellico. Un periodo di crisi come ha sottolineato lo storico E.H. Carr nel suo testo The Twenty Years’ Crisis pubblicato nel 1939 e dedicato proprio ai vent’anni di instabilità economica e politica iniziati dopo la conclusione della Grande Guerra. 

Limitando l’analisi a quanto accaduto nella nostra Italia durante La Crisi dei Vent’anni, ricordiamo, brevemente e in modo sicuramente non esaustivo, quanto accaduto dopo la vittoria e la fine della Grande Guerra. L’esultanza lascia spazio, soprattutto nella fascia media della popolazione, alla delusione per una vittoria che ben presto si rivela «mutilata». La Guerra ha trasmesso in eredità pesanti problemi sul piano economico. Alla crisi economica si intreccia una profonda crisi sociale. 

Operai in agitazione, aspri conflitti tra braccianti e proprietari. Lo stato liberale entra in crisi, il fascismo si afferma e inizia il suo ventennio di potere. È un inesorabile precipitare degli eventi verso il Secondo Conflitto Mondiale.  Lasciando sullo sfondo tale grande Storia, i ricercatori di Padusia hanno, come di consueto, esplorato la storia locale, quella scritta e consumata in questo lembo di terra altopolesana. Escono così dall’oblio personaggi e fatti, riscoperti e raccontati ai lettori del Terzo Millennio. 

Questo nuovo Quaderno proposto da Padusia presenta una novità: un contributo da Bergantino curato da Simonetta Vignoli Giusberti. Per la prima volta la ricerca di Padusia si allarga a un altro comune della nostra terra altopolesana, quello appunto di Bergantino. In particolare Simonetta Vignoli Giusberti ci riporta agli anni Trenta offrendoci un affresco della vita contadina e paesana di tale realtà. 

Amina Bongiovanni (Castelmassa) ci tratteggia poi la figura di un medico esemplare che ha prestato servizio a Castelmassa: il dott. Pietro Duner. Un vero medico condotto che nel 1932 entra in servizio a Castelmassa facendosi ben presto apprezzare per le sue doti: umanità, bravura, disponibilità, impegno, attenzione soprattutto ai meno abbienti. 

Eugenio Martini e Riccardo Bolognesi (Castelnovo Bariano) ci raccontano l’esperienza della Colonia fluviale di Bariano, istituita nel 1933 a Bariano, all’epoca nel territorio comunale di Castelmassa, un’iniziativa che ha permesso a tanti bambini del territorio di godere dei benefici del sole e dell’aria del fiume Po.

Chi scrive queste note, infine, ha curato la ricostruzione di un evento che nella seconda metà degli anni Venti del secolo scorso ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico: le stagioni liriche di Ceneselli. 

Indice dei contributi

  • Presentazione dell’opera
  • Bergantino: tra gli anni Venti e Quaranta
  • La colonia fluviale di Bariano
  • Dott. Pietro Duner, un medico esemplare
  • Le stagioni liriche all’Arena di Ceneselli